Già il nome è fuorviante: perché chiamare “Ecopass” un ticket che permetterà di entrare nel centro di Milano inquinando l’aria? E’ altrettanto fuorviante scrivere che solo i veicoli “inquinanti” pagano, affermando implicitamente che le automobili Euro 3 e 4, le moto e i motorini non lo siano.
Se si voleva fare qualcosa per migliorare l’aria pesante di Milano e liberare le strade del centro dall’assedio delle auto e delle moto, allora bisognava vietare tout court l’entrata al traffico privato, senza distinzione di tipo di macchina o possibilità di pagare per entrarci lo stesso.
Se l’idea iniziale di limitare l’accesso delle auto al centro città era condivisibile, l’ “Ecopass” ideato dalla giunta Moratti è piuttosto un Ecomostro. Da un lato la riduzione di traffico e quindi di smog sarà abbastanza irrilevante se non nulla, viste le numerose deroghe al ticket. Dall’altro si continua sulla strada dei privilegi concessi per i blocchi del traffico negli anni passati: chi ha la possibilità di cambiare auto con frequenza (ed è quindi tendenzialmente più benestante) non paga niente, mentre chi possiede una macchina vecchia (il ceto economicamente più debole) viene penalizzato. Con questa misura si incentiva l’acquisto di macchine nuove, inclusi i SUV altamente inquinanti, ma si rafforzano anche i privilegi dei ricchi. E’ evidente che chi acquista un’auto nuova è spinto ad usarla più spesso e difficilmente si siederà in un tram per andare in centro.
Questo “Ecopass” è un’occasione mancata. Quanti anni dovranno ancora passare finché si avrà il coraggio di introdurre misure che incidano realmente sulla qualità dell’aria e che valgano per tutti senza distinzioni?